domenica 30 dicembre 2007

Diversamente abili e integrazione scolastica: la legislazione italiana

Ogni giorno io e le mie colleghe di servizio civile ci troviamo ad affrontare i mille problemi che sono conseguenza di una disabilità, spesso molto grave, sia fisica che mentale.
Solo grazie a questa esperienza concreta ci stiamo rendendo conto e stiamo toccando con mano tutte le difficoltà che un diversamente abile è costretto ad affrontare, difficoltà che possono andare dalla semplice passeggiata che viene complicata dalle mille barriere architettoniche, al riuscire a varcare la soglia di casa e tanto altro ancora. Ecco perché la legislazione Italiana si è messa a lavoro per riuscire a tutelare i diversamente abili. Il tema che affronterò in seguito è centrato soprattutto sulla scuola e i diversamente abili. Questo è un problema che si ripresenta puntualmente all’inizio di ogni anno scolastico. Per fortuna da oltre 30 anni le scuole italiane accolgono nelle loro classi ragazzi e ragazze di tutte le età che vivono una situazione di particolare disabilità.
Tutto questo grazie a numerosi e importanti passi fatti dalla legislazione del nostro paese oltre ad un coinvolgimento sempre maggiore di personale qualificato e di risorse. Finalmente nel 2000 i diversamente abili hanno l’opportunità di vivere a pieno l’ esperienza scolastica insieme ai loro compagni. Un breve excursus storico ci aiuterà a conoscere i passi che sono stati fatti dalla legislazione italiana dagli anni 70 fino ad ora:
  • L. 118/71, prevede il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche, l'assistenza durante gli orari scolastici degli invalidi più gravi, l’istruzione in classi normali all’interno di strutture pubbliche (tranne per i casi che riguardano gravi malformazioni fisiche e intellettive), la facilitazione della frequenza in scuole superiori e universitarie;
  • L. 517/77, introdusse il principio di “programmazione educativa” mediante attività scolastiche integrative, organizzate per gruppi di alunni della stessa classe, oppure di classi diverse grazie alle prestazioni di insegnanti specializzati. Furono abolite le “classi differenziali”;
  • L. 270/82, introdusse il sostegno nelle scuole materne, anche se con un rapporto ancora molto basso;
  • Circolare Ministeriale del 1983, prevede un accordo tra i servizi socio-sanitari e le amministrazioni scolastiche;
  • Sentenza n. 215/87 della Corte Costituzionale, afferma il diritto all’integrazione anche negli istituti di Scuola Secondaria Superiore;
  • L. 104/92, “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”. Questa legge fu una vera e propria rivoluzione in quanto stabilì che l’integrazione deve essere assicurata dall’asilo nido fino all’Università. Prevede l'istituzione di corsi di formazione e specializzazione per i docenti, l’elaborazione del PEI (Piano Educativo Individuale) per ogni studente diversamente abile, la concessione di tempi più lunghi per prove scritte grafiche e la presenza di “assistenti” per la comunicazione durante gli esami. La L. 104 prevede anche alcuni vantaggi e benefici sia a livello scolastico, lavorativo ed economico (come esenzione ticket e agevolazioni fiscali);
  • L. 68/99 , obbliga i datori di lavoro ad assumere persone disagiate e a farlo attraverso le liste previste presso l’ufficio per l’impiego;
  • Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (Novembre 2000), "riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantire l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità".

Dopo molti anni dall’emanazione della prima legge le cose sono migliorate e, cosa molto importante, è aumentato il numero di ragazzi e ragazze diversamente abili che hanno raggiunto una buona integrazione all’interno dell’istituzione scolastica.


Gabriella Russo

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