domenica 30 dicembre 2007

Con la solidarietà...

Con la solidarietà si può alleviare la sofferenza altrui perché... è la dignità umana ciò che ci rende tutti simili, proprio perché certifica che ognuno è unico, non intercambiabile e con lo stesso diritto di chiunque altro al riconoscimento sociale.
L’esperienza della vita ci rivela sulla nostra pelle, anche ai più fortunati, la realtà della sofferenza.
Prendere gli altri sul serio, mettendoci al loro posto, significa non solo riconoscere la loro dignità di simili, ma anche di solidarizzare con i loro dolori, con le disgrazie che per errore, incidente o per necessità biologica li affligono e che prima o poi potrebbero colpire tutti.
Malattie, vecchiaia, debolezza, isolamento, confusione emotiva o mentale, perdita di ciò che amiamo di più e/o di cui non possiamo fare a meno, minacce o aggressioni violente dei più forti o di gente priva di scrupoli. Una comunità politica auspicabile deve garantire, nei limiti del possibile, l’assistenza pubblica a coloro che soffrono e l’aiuto a coloro che per qualsiasi ragione non possono aiutare se stessi.
La cosa più difficile è ottenere che questa assistenza non sia assicurata a prezzo della libertà e della dignità della persona. A volte lo stato con il pretesto di aiutare gli invalidi finisce per trattare tutta la popolazione come se fosse invalida.
Le disgrazie ci consegnano in mano agli altri e aumentano il potere collettivo sull’individuo: è molto importante sforzarsi affinché questo potere non sia impiegato altrimenti che per rimediare carenze e debolezze, e per non perpetuarle in stato di anestesia in nome di una “compassione” autoritaria. Chi desidera per se stesso una buona vita, in accordo al progetto etico, deve anche desiderare che la comunità politica degli uomini si basi su libertà, giustizia e assistenza.
La democrazia moderna, nel corso degli ultimi due secoli, ha tentato di stabilire (prima in teoria e, un po’ alla volta, nella pratica ) queste esigenze minime che la società politica deve soddisfare. Sono i diritti umani la cui lista ancora oggi, per nostra vergogna collettiva, è un catalogo di buoni propositi più che di conquiste effettive. Insistere nel rivendicare la loro attuazione completa, in tutte le parti e per tutti, non solo per alcuni aspetti e solo per alcuni, continua ad essere l’unica impresa politica di cui l’etica non può disinteressarsi.


Anna Cervati

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